Top
immagine in evidenza viaggi

Una costante della mia vita

Ad ogni viaggio o vacanza mi guardo continuamente intorno e vedo sempre la stessa cosa, vale a dire, non vedo mai persone del mio stesso colore. Se capita di vedere qualcuno non sono mai residenti in Italia.

E’ sempre stata una costante nella mia vita, il fatto di essere quasi sempre l’unica nera in certi contesti. Mi sono anche abituata talmente tanto all’idea che spesso non me la pongo nemmeno più come questione. Tranne quando in certe situazioni diventa un peso o un onere.

La responsabilità di essere l’unica nera in un determinato contesto

Spesso il fatto di essere l’unica nera comporta avere delle incombenze da assolvere. Mi spiego meglio, anche se sei in relax capita che ti trovi ad avere delle responsabilità che faresti volentieri a meno. Ad esempio, sai benissimo che potresti essere la prima persona nera con cui il tuo interlocutore si trova ad interfacciare. Poiché, non ha fra amici persone nere, oppure perché l’unico luogo dove ha sentito parlare di neri è stato attraverso la televisione o nei film, improvvisamente ti ritrovi a dover rappresentare positivamente o talvolta difendere un’intera categoria anche quando non ne avresti voglia. Non vorrai mica rovinare la piazza al compagno che verrà dopo di te.

La cavia

Diventi improvvisamente una cavia, un simbolo, un esempio. Ti trovi a dover rispondere a delle domande curiose ed a volte imbarazzanti sull’Africa, sul tuo aspetto, sui capelli ecc. Ovviamente gli stereotipi ed i luoghi comuni si sprecano. Domande sulla tua abilità nel ballo, canto, sport in generale. Potresti essere paragonata ad un personaggio famoso o ad un conoscente del tuo interlocutore e la sola cosa che avrete in comune sarà unicamente il colore della pelle o quando va bene il genere.

Per non parlare di quando ci si trova ai controlli dei documenti o biglietti (Aeroporto, stazione, frontiera ecc). I funzionari controlleranno scrupolosamente il tuo documento di viaggio più e più volte, solo per via del tuo aspetto.

I neri vanno in vacanza?

Ultimamente, mi è nata la curiosità di conoscere altri wanderlust ebani come me. La domanda sorge dunque spontanea, ossia, sono una delle poche “privilegiate”? Sto dando troppa importanza al colore della pelle?

Qualcuno direbbe che mi sono integrata troppo bene. Anzi, che mi sono troppo italianizzata? Scherzi a parte, mi chiedo se i miei connazionali con i miei stessi tratti distintivi vanno mai in vacanza.

Quando ad esempio tutta l’Italia si ferma nel mese di agosto per le ferie, loro si fermano? Se la risposta è si, dove vanno? Restano in Italia o vanno all’estero? Che lidi frequentano? Che tipo di viaggio amano fare? Amano fare viaggi di lusso o con zaino in spalla? On the road senza programmi o pellegrinaggio a piedi? Da soli o in coppia? Con la famiglia o con i migliori amici? Amano il mare o la montagna? Insomma, come scelgono le loro vacanze?

Il mondo è bello perché è vario

Immagino che la risposta possa essere varia. Essendo per fortuna tutti diversi anche nei gusti, qualcuno prediligerà un certo tipo di viaggio rispetto ad un altro. La meta dipenderà sicuramente dal ceto sociale, dall’età, dal genere, dal tempo a disposizione, dal budget e via discorrendo.

Si pensa erroneamente che i figli della diaspora quando hanno un po’ di soldi e tempo vadano sempre ed esclusivamente nel paese di origine dei genitori, dei nonni, oppure dove risiedono alcuni membri della famiglia. La verità è che per svariati motivi qualcuno sicuramente ci andrà sempre, qualcun altro ci andrà sporadicamente, altri ancora saprebbero a malapena indicare sulla cartina dove sono situati, in quanto magari hanno perso ogni contatto. Qualcuno addirittura potrebbe avere un’avversione al viaggio e preferisce rimanere dov’è piuttosto che prendere un aereo. Questo perché siamo semplicemente degli esseri umani e non c’è colore della pelle che tenga. Però manca un’adeguata documentazione e rappresentazione.

Assenza di rappresentazione e testimonianze

Tornando al mio quesito iniziale, perché non c’è nessuna traccia del tipo di viaggio che prediligono la maggior parte dei fratelli e delle sorelle afroitaliani?

Le notizie si sprecano sull’immigrazione, sulle persone che scappano dalla guerra, dalla miseria e dalla povertà salendo sui barconi dalla Libia per poi attraversare il mediterraneo ed approdare in condizioni al limite dell’umana decenza nella costa sicula.

Cosa fanno invece le persone nate, cresciute e che risiedono regolarmente in Italia da anni? Nella fattispecie, dove e come trascorrono le loro vacanze?

Che cosa dicono le ricerche?

Quando l’Istat fa le sue statistiche ci rientriamo? Sicuramente si, ma a livello qualitativo cosa significa questo dato? Non si sa.

Per pura curiosità ho fatto delle ricerche online e non ho trovato nessun esempio rappresentativo di viaggiatori neri in Italia. Facendo la stessa ricerca in lingua inglese ho trovato alcuni esempi di viaggiatori afroamericani. Ma anche qui ho riscontrato poca rappresentazione e documentazione. Negli ultimi anni, con l’avvento dei social ed internet si sta assistendo ad un fenomeno in incremento negli Stati Uniti.

Il ruolo dei mass media

I media contribuiscono a dare esempi fuorvianti. Nonostante qualcuno direbbe che abbiamo il viaggio nel sangue, noi, in quanto neri italiani, figli di immigrati, figli della diaspora, non siamo ancora appetibili per avere campagne pubblicitarie dedicate, almeno in questo settore. Lo si vede chiaramente nelle diverse campagne pubblicitarie dei mass media. Nella maggior parte delle agenzia viaggi per esempio, non si vedono mai ritratte sulle copertine delle riviste esposte in vetrina famiglie, anziani, adulti, giovani o bambini neri oppure di altri colori. Non si vedono mai immagini di persone di discendenza africana o asiatica belle, sorridenti e felici ritratte in una cornice da sogno come potrebbe essere una delle meravigliose isole italiane. Non vediamo mai una rappresentanza di pelle nera pubblicizzare compagnie aerei, alberghi, SPA, centri benessere ecc.

Perché non esistono ancora spazi televisivi o online sugli afroitaliani?

Il web è quasi saturo di travel bloggers e vloggers italiani o caucasici. Nulla per quanto riguarda i neri in Italia. Anche nelle trasmissioni televisive c’è un’assenza di rappresentazione. Ogni domenica pomeriggio mi sintonizzo su Rai3 per guardare alle falde del Kilimangiaro. Avete presente il programma dedicato ai viaggi con documentari, inviati ecc attualmente condotto da Camila Raznovich, ma per tantissimi anni il timone è stato di Licia Colò? Non ho mai visto qualche ospite o qualche spazio dedicato a qualcuno di discendenza diversa. Non mi riferisco a quando mostrano qualche villaggio sperduto in Africa senza elettricità o quando immortalano persone che vivono in condizioni pessime. Intendo qualche ospite illustre con un italiano fluido. C’è da dire che il mondo del web in Italia ha decisamente delle dimensioni inferiori rispetto al resto del mondo. Ciò avrà sicuramente influito. Solo negli ultimi tempi si inizia a vedere una crescita in questo senso. Inoltre, viviamo ancora in un periodo in cui a livello politico, giuridico e di conseguenza sociale non abbiamo ancora conquistato nessun spazio degno di nota. Tutt’ora si fa ancora molta confusione sui termini immigrati, clandestini, rifugiati ecc

Il mercato turistico italiano e mondiale

Allo stato attuale il mercato turistico italiano e direi mondiale è pensato, studiato e fatto su misura solo per gli occidentali dalla pelle bianca. Credo che la ragione sia sostanzialmente perché il potere d’acquisto è ancora fortemente nelle mani di quest’ultimi. A proposito di questo vi invito a leggere anche questo mio articolo intitolato “Viaggio nella disuguaglianza dei passaporti e documenti”.

Gli enti turistici purtroppo non stanno considerando altre categorie. E’ davvero un peccato perché i neri sono una delle categorie che non bada mai a spese pur di vivere esperienze meravigliose.

L’eventualità di diversificare i target e dare più visibilità ad altri dipenderà da diversi fattori prima fra tutti quello economico, in quanto la disparità conseguente al reddito ed allo status giuridico è molto attuale. Un altro fattore da non sottovalutare è quello politico-sociale. Siamo tutti a conoscenza della situazione attuale in Italia.

I neri amano viaggiare?

Direi proprio di si. Io e la mia collega Sadio, siamo l’esempio lampante. E’ anche vero che due persone non fanno un fenomeno. Allora, aggiungo che almeno nella mia famiglia e quasi la maggior parte delle persone afro discendenti che conosco amano viaggiare.

Ho uno zio che vive in Nigeria. Ogni anno, quando ha le ferie porta la sua famiglia in occidente (Stati uniti d’America, Europa, Emirati Arabi). Spende molto per quanto riguarda i documenti di viaggio, l’alloggio e ama avere esperienze autentiche, come se vivesse in quel luogo. Non fa il turista, ma il viaggiatore. A proposito di questa differenza Clicca qui per leggere l’articolo.

E’ da sottolineare che non tutti hanno la possibilità di viaggiare. Come accade per ogni comune mortale, i fattori principali che potrebbero limitare la possibilità di viaggiare sono spesso la disponibilità economica, il tempo a disposizione e lo status giuridico.

Quale tipologia di viaggio prediligono i neri?

A tratti il tipo di viaggio che prediligiamo potrebbe differire. Ad esempio, se in estate va per la maggiore fra i caucasici prendere l’appartamento al mare per l’intera stagione estiva. Ciò non è pensabile nella stessa concezione per un nero. Conosco poche persone che farebbero un’intera stagione estiva spaparanzati sotto un ombrellone o sdraiati al sole su un lettino come una lucertola, con l’obiettivo di avere una tintarella invidiabile. Per chi non lo sapesse metto per inciso che anche noi ci abbronziamo e ci scottiamo.

Lo stesso discorso vale per un’eventuale stagione invernale in montagna sulla neve. Sciare, snowboardare, fare le ciaspolate o qualsiasi altro sport invernale o estiva in montagna. Clicca qui per leggere anche la mia personale esperienza in montagna.

Con questi esempi, vorrei solo mettere in evidenza quanto sia incisivo l’ambiente in cui si cresce.

L’importanza dell’ambiente

Per la maggior parte di noi nati o cresciuti in Italia l’ambiente in cui siamo cresciuti non contemplava le tipologie di esperienze sopraelencate, ma altre. I miei genitori, ad esempio ci portavano al mare da piccoli, ma per loro la spiaggia significa picnic completamenti vestiti. Niente costume. Ciò è anche come viene vissuta e concepita la vita da spiaggia in Nigeria, pochissime persone vanno in spiaggia in costume o per la tintarella bensì per le passeggiate a cavallo su bagnasciuga, picnic ed assistere a qualche live o musica seduti in qualche locale che dà sulla spiaggia.

Tutto ciò per dire che anche quando ci si trova di fronte a diverse concezioni di una meta ciò non significa che non si ami fare tale esperienza di vacanza. Anzi, credo che qualcuno avrebbe anche la curiosità di scoprire esperienze mai provate.

Esigenza di avere maggior diversity e testimonianze

Purtroppo abbiamo ancora molto lavoro da fare, per il mainstream e per questa fetta di mercato noi neri non siamo ancora un fenomeno degno di nota ed attenzioni.

Non credo di essere l’unica in Italia affetta dalla bellissima patologia di wanderlust. E che ha la curiosità e voglia di sperimentare tutte le meraviglie che questo pianeta ha da offrire.

Credo che per fare la differenza la nostra voce deve essere ancora sentita come in tanti altri ambiti. Ragion per cui vi invito a viaggiare amici miei. Visitate l’Italia dal nord al sud. Rivoltatela in lungo e in largo. Andate all’estero. Girate più che potete. Seguite le vostre passioni. Facciamoci vedere e facciamoci sentire e documentate tutto.

Tante persone hanno bisogno di vedere, sognare ed identificarsi. Se è vero che l’Italia ha ancora molta strada da fare in termini di diversity è vero anche che l’Italia siamo noi e possiamo costruirla e contribuire a migliorarla. La situazione attuale non è permanente poiché nulla lo è. Se vogliamo possiamo crearci un nostro “alle falde del Kilimangiaro”, “un Anthony Bourdain” o qualcosa di migliore.

Che cosa pensi dell’articolo? Sei d’accordo? Quando sei in ferie ti capita mai di guardare e notare se ci sono altri brothers o sisters come te? E come ti senti al riguardo? Commenta che sono curiosa di leggere le tue impressioni.

Commenti

  • Vitto

    Febbraio 9, 2019

    Grande Amy!
    L’hai detto bene alla fine dell’articolo. Fatevi vedere e sentire perchè se lo spazio non ve lo prendete voi, purtroppo, non ve lo darà nessuno. Triste verità. Ci sono ancora troppe persone che confondono “nero” con “straniero”, o che non si rendono conto che “nero” non è un gruppo unico ed perennemente uguale. Sembrano concetti semplici ma per molti nostri connazionali (e alrove non è così diverso, don’t worry!), non è affatto ovvio.
    avanti tuttaaa 😀

    reply...

Lascia un commento