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Vi presento il mio Paese di origine per invitarvi a conoscerlo attraverso la sua storia, la sua cultura, la sua gente. Coglierete la sua grande capacità di far diventare suo qualunque cosa provenga dall’esterno adattandolo al proprio costume.

Ecco il Senegal, terra della Teranga “ospitalità”. Paese dalla forma di testa di leone che sembra ruggire all’oceano Atlantico. Si trova nella punta più a ovest dell Africa. Il Senegal è composto da 14 regioni: Regione di Dakar, Regione di Diourbel, Regione di Louga, Regione di Matam, Regione di Fatick, Regione di Kaffrine, Regione di Kaolack, Regione di Kédougou, Regione di Kolda, Regione di Sédhiou, Regione di Tambacounda e Regione di Ziguinchor. La lingua ufficiale è il francese, ma accanto vi sono 6 lingue nazionali: wolof ( la più diffusa), diola, mandinga, poular, serer e soninké.

Paese in cui sacro e profano convivono. Non è così chiaro il detto “ Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Vi è un attenzione delle persone, qualunque ceto appartengano, al vivere bene che emerge nel buon cibo, nella musica, nell’eleganza degli abiti con i quali tutti vogliono “sansé” (intraducibile ma definirei con “esser vestiti con stile”) ma nello stesso tempo gli stessi hanno una fede viscerale verso i vari Cheikh dei Tariqa (confraternite religiose).

Il Senegal offre al viaggiatore ciò che vuole: natura, mare e spiagge, arte e storia, spiritualità. Una varietà di percorsi in un piccolo territorio che non può essere esaurito con un unico viaggio. Nei miei prossimi viaggi in questo paese vi racconterò nel dettaglio i singoli luoghi che andrò ora a presentarvi. Seguitemi e spero che già da qui vi verrà voglia di prenotare subito le prossime vacanze in…Senegal!

 

Indice dei contenuti:

STORIA DEL SENEGAL

LE CITTA’ e LOCALITA’ PRINCIPALI

ARTE E CULTURA

LUOGHI DI  FEDE

LA NATURA

LA CUCINA

MOBILITA’

STORIA DEL SENEGAL

Primi abitanti

Il Senegal  è abitato sin dal 50mila a.c. testimoniato dai ritrovamenti di ossa umane ed oggetti sia nella attuale regione del Dakar, sia a Nioro-du-Rip nel Sine Saloum, vicino a Kaolack.

Regno del Ghana e Regno del Mali

Il Senegal visse sotto il dominio del regno del Ghana tra IV° e il XI° secolo. L’impero che correttamente si chiamava di Wagadou in quanto Ghana era il nome di uno dei suoi re. E’ stato uno dei regni più importanti dell’Africa. Il suo territorio si estendeva dal Niger al Senegal grazie al suo esercito potente costituito da numerosi uomini, alla ricchezza di ori, altre pietre preziose ed al commercio fiorente con l’Africa settentrionale.

Nel XI sec. arrivarono gli Almoravidi, di origine berbera, che si installarono nel Senegal del nord ed attraverso loro iniziò la lenta ed inesorabile islamizzazione del Paese.

Nel XIII sec. il vicino Impero del Mali fondato da Soundiata Keita, mise sotto la sua influenza i vari principati del Senegal. Soundiata Keita  aveva fissato diritti e doveri di ogni popolo sotto il suo dominio. Introdusse la cultura del cotone, delle arachidi e della papaia. Fu uno dei re più grandi del regno e fino ad oggi viene ricordato con orgoglio dai maliani.

Regno di Jolof

Nel XIV sec. nasce il regno di Jolof che è riuscito a riunire sotto il suo potere i piccoli principati e durò fino al XVI sec. quando lotte dinastiche fratricide la indebolirono. Questo regno è l’embrione del futuro Senegal riunendo una lingua comune, il wolof. Lemtuna, un capo arabo dell’epoca, quando arrivò in Senegal trovò Lebi figlio di War Diaby, soprannominato Abu Darda. War Diaby era il re di Tekrour ed era il nonno di Ndiaye N’diadiane, il fondatore dell’impero di Jolof.

 

I primi Europei e la colonizzazione

Nel 1500 i portoghesi arrivarono nell’isola di Gorèe e da lì si avviò il triste commercio degli schiavi che ha portato la deportazione di milioni di africani verso le Americhe. Il commercio degli schiavi era presente all’interno del continente ma le proporzioni con cui raggiunse con le navi negriere sono uniche nella storia di questo continente.

Lotta dei Bur(re) contro il colonizzatore: Lat Dior Diop e Ali Bury Ndiaye

I re dell’Africa occidentale non accettavano passivamente il colonizzatore che sottraeva con la violenza i lori territori. Aspre lotte si sono susseguiti e molti re furono uccisi.

A quell’ epoca i re discendevano su linea materna, infatti i linguere (madri, zie, sorelle) avevano un ruolo politico importante ed alcune non esitavano a combattere come Lat Sukaabe che sconfisse i Mauri Trarza a Grambram. In questo contesto nasceva nel 1842 Lat Dior Diop che divenne sovrano del Cayor nel 1862, il regno più importante del Senegal, tra Dakar e Saint Louis.

I Francesi avevano annesso nel 1864 sotto il protettorato francese il Cayor. Nel 1869 fece atto di sottomissione e ricevette da Pinet Laprade il dipartimento del Guet. Lat Dior non si accontentava del titolo e ricominciò la sua lotta contro i francesi fino a quando nel 1871 con un  trattato i francesi non lo riconobbero come Damel del Cayor seppur sotto il protettorato di Parigi.

Nel 1879 i Francesi vollero costruire la ferrovia per collegare Dakar e Saint Louis (inaugurata nel 1885). Lat Dior pensò che i francesi volevano solo minare la sua autorità su quei territori. Si ribellò nuovamente rifugiandosi nel Baol. Al suo posto divenne re Samba Yahya Fall sostituito dal nipote di Lat Dior Samba Laobe Fall. Quest’ultimo fece guerra al sovrano del Wolof Ali Buri Ndiaye. Il re del Wolof fece anch’esso un trattato con i francesi. Attirò le ire di Samba Laobe Fall che chiedendo furioso spiegazioni ai francesi venne ucciso a Tivaouane. Il Cayor venne trasformato in una confederazione. Lat Dior proseguì la guerriglia contro i francesi fino al 1886 quando morì il 26 ottobre presso il pozzo di Dyaqlé circondato dai suoi uomini.

Ali Buri Ndiaye nacque nel 1842 a Tyal e si formò presso il damel del Cayor Biram Ngone Latir, fratello maggiore di Lat Dior. Nel 1875 divenne re del Wolof dopo aver sconfitto Hamad Shaikh a Samba Sadio. Nella battaglia di Gilé sconfisse Samba Laobe Fall, appoggiato dai francesi. Fu un fervido guerriero e combatté diverse volte contro i francesi come nella sua strenua resistenza nel 1890 contro Archinard a Nyoro e a Kolomina. Il suo coraggio con il leggendario sprezzo del potere lo ha fatto diventare assieme a Lat Dior tra i re più citati dai griot senegalesi quando onorano una persona richiamando le nobili origini e le gesta dei mame (nonni).

1904-1960

Nel 1904 Dakar divenne la capitale dell’Africa Occidentale Francese e il Senegal nel 1946 divenne parte del territorio francese facendo ottenere la cittadinanza francese a tutti i senegalesi.

Dopo la seconda guerra mondiale in molti paesi africani iniziavano movimenti politici nazionalistici che avevano come obiettivo l’indipendenza. In questo periodo Leopold Sedar Senghor si distinse riuscendo a convincere la maggior parte dei cittadini senegalesi a seguire il suo partito e successivamente a farsi eleggere come il primo presidente della repubblica.

Nel 1960 divenne uno stato indipendente assieme al Malì formando una federazione che purtroppo fu sciolta dopo qualche mese. Il 4 aprile è il giorno dell’Indipendenza della Repubblica del Senegal.

LE CITTA’ e LOCALITA’ PRINCIPALI

Saint Louis

Costruita nel 1659, la più antica colonia francese in Africa e capitale del Senegal fino al 1957.

Il suo nome originario è Ndar, termine tutt’ora utilizzato dai senegalesi, è la città in cui gli Almoravidi intorno al XI sec. costruirono la prima moschea dell’Africa dell’ovest. Chiamarono l’isola Dar Al Salam, da cui forse deriva il nome Ndar. Dal 1895 al 1902 era la capitale delle colonie francesi dell’Africa occidentale: centro politico, amministrativo ed economico dei colonizzatori.

Il ponte Faidherbe uno dei ponti che unisce l’isola alla terraferma, l’edificio del Gouvernance ed i resti delle mura dell’antico forte fanno riecheggiare il passato glorioso dei colonizzatori. Edifici chiaramente di stile coloniale che la rendono una città elegante e piena di fascino.

Saint Louis si situa in un area ricca di parchi così chi la visita ha l’occasione di fare diverse gite verso il deserto oppure godersi il percorso naturalistico offerto dai parchi di Djoudj e di Langue de Barbarie.

 

Dakar

La capitale del Senegal dal 1960 si situa nella penisola di Capo Verde. Sede amministrativa e politica del Paese. La prima cosa che si coglie è il traffico caotico che la connota. Fu fondata dai Lebou: i re di Dakar. Capitale amministrativa e politica del Senegal. Sede dell’Università Cheikh Anta Diop e di numerose istituzioni ed organizzazioni internazionali.

I numerosi musei e gallerie d’arte, il teatro Sorano, inaugurato da Sengor, e l’attuale  teatro Nazionale sono espressione di una città culturalmente vivace. Dal 1990 è presente la Dak’art- Biennale di Dakar con esposizione dell’arte contemporanea africana. Nella capitale troviamo ogni forma d’arte dalle sculture astratte tipiche delle maschere africane, alla pittura con sabbia, la pittura sotto vetro come quelli di Moussa Sakho.

Nella capitale possiamo godere di splendide passeggiate nel lungo mare della Corniche e potremo incontrare i cittadini di Dakar. Il promontorio di  Almadies rimane una delle mete turistiche più visitate in quanto vicino si sviluppano strutture alberghiere ed hotel. Ai viaggiatori curiosi suggerisco i mercati come quello di Kermel o di Sandaga, consiglio di essere accompagnati da una persona del luogo per non rischiare di avere il prezzo speciale del turista.

Vicina alla capitale possiamo rimanere stupefatti di fronte al fenomeno naturalistico offerto dal Lago di Retba, denominato il lago rosa, così chiamato perché la presenza di particolari alghe le regalano il colore rosato. E’ un lago ad alto tasso di salinità che consente di galleggiarvi.

Isola di Gorée

Isola dal passato tormentato dalla tratta degli schiavi. Oggi è un luogo dove staccarsi dalla frenetica Dakar. Vi si arriva con il traghetto e nell’isola non ci sono auto. Le splendide vie, tra le case colorate lasciate dai colonizzatori, offrono un atmosfera tranquilla e a tratti anche romantica. Attraversando le sue vie che si inerpicano dolcemente lungo una collinetta raggiungeremo un piccolo villaggio artigianale dove gli artisti espongono le loro opere ma ti offrono anche la possibilità di assistere alla creazione dei loro manufatti.

Saly e Mbour

Chi ama le spiagge bianche e le tipiche atmosfere del villaggio turistico non può perdersi la Petite Cote. Saly  e Mbour rispondono a tutte queste richieste: ottime strutture recettive come ristoranti, discoteche, hotel e numerose attività come paracadutismo, sport acquatici, pesca. Sinceramente spero che chi viene in questo Paese per la prima volta non trascorra l’intero periodo in questi resort rischiando di rinchiudersi in un solo pezzo seppur fascinoso e straordinario del Senegal.

ARTE e CULTURA

La maggior parte dei musei più importanti sono concentrati nella capitale:

Village des Arts nato nel 1988 è spazio di creazione, di esposizione, di scambio e di ricerca artistica. E’ composto da una galleria d’esposizione, da un’area per gli scultori, dagli atelier dei vari artisti residenti e non residenti;

Galleria Nazionale, che ospita l’arte contemporanea degli artisti senegalesi;

Musée des Civilisations noires inaugurato il 06 dicembre 2018 dove viene raccolto il patrimonio culturale ed artistico dell’Africa Nera. Il museo accoglie ogni regione del continente: un occasione imperdibile per avere un panorama dell’arte africana in un unico contesto.

Institut Fondamental d’Afrique Noire IFAN Museum, il più antico museo di Dakar, ospita opere dei paesi dell’Africa occidentale francofona come Mali, Burkina Faso, Guinea Bissau, Costa d’Avorio: sono presenti maschere, tessuti, armi di combattimento, strumenti musicali.

Maison des Esclaves sull’isola di Gorée, tappa immancabile, nel 1536 diventa la base del commercio degli schiavi. Il suo nome fu dato dagli olandesi che la occuparono nel 1588. Vi fu costruito la casa degli schiavi nel 1776 che più che una casa è una gabbia.

Sono entrata nelle stanze dove venivano rinchiusi come bestie decine e decine di persone: sono buie, basse e claustrofobiche. Vi è la stanza delle punizioni per gli schiavi ribelli: più che una stanza assomigliava a un sottoscala. Ed unica via di fuga una porta che al di sotto ha solo scogli. Molte persone vi si buttarono consapevoli del destino amaro che li attendeva. In quel momento osservavo che non vi era alcuna via di fuga se non la morte ed ho pensato quanto umanità abbiamo perso in questo luogo. L’umanità delle vittime e dei trafficanti.

 

I cerchi di pietra di Senegambia patrimonio dell’Unesco. Si trovano nel Sine Saloum verso il confine con la Gambia. Sono pietre erette in cerchio molto probabilmente avevano funzione funeraria.

Letteratura

Il Senegal è patria di Leopold Sedar Senghor (1906-2001), primo presidente del paese indipendente. Il suo pensiero che ritroviamo nelle numerose poesie ( Chants d’Ombre, Chants pour Naett) sono basate sul concetto di Negritudine: valorizzazione del continente nero attraverso la sua arte e cultura senza rompere il legame con la Francia.

Cheikh Moussa Camara(1864-1945) di Guanguel autore dell’opera “ Zuhur al-basatin fi Ta’rikh al-sawadin” in francese “ florilege au jardin de l’histoire des noirs” che tratta della storia etnica del Senegal a partire dall’aristocrazia Pulaar dal XVIII sec. fino all’avvento dell’islam. Attualmente è custodito presso l’Istituto Fondamentale dell’Africa Nera (IFAN) Cheikh Anta Diop a Dakar.

Cheikh Anta Diop(1923-1986) fisico, egittologo, antropologo fervido ricercatore della storia africana per dargli uno spazio nella storia. Nei suoi studi ha dimostrato che i primi faraoni erano neri. Il suo pensiero si basava sulle scienze esatte e non sulla mera ideologia politica. Ha scritto numerosi libri tra cui “ Civilisation Ou Barbarie” . Figura di riferimento dei giovani africani nel periodo delle indipendenze dagli stati coloniali.

Lotta senegalese: Lamb

Lo sport nazionale in Senegal udite bene non è il calcio ma la lotta. Il Lamb consiste nella sfida fra due lottatori che in tre roud di 15 minuti devono spingere l’avversario fuori dal campo, costituito da un cerchio, oppure farlo cadere sul sedere, sulla testa. Ma aldilà del dettaglio tecnico il bello del Lamb è l’atmosfera spettacolare che anticipa ogni incontro: canti, griot che accompagnano la preparazione mistica degli atleti, le coreografie a ritmo di tamburi dei team degli atleti. Quando ci sono gli incontri nessuno si muove tutti sono davanti alla Tv  e guai a disturbare il tifoso incallito!

Simb

Un altro evento folkloristico, soprattutto durante il periodo estivo, è il Simb la danza del Leone. Uomini forti ed atletici vengono vestiti e mascherati da leoni e tra questi c’è il Gainde (leone): il protagonista. Il Gainde a ritmo dei tamburi balla con movenze che imitano la forza e il ruggito del leone. La leggenda vuole che un uomo fosse scioccato perché o posseduto dallo spirito di un leone oppure preso da un grande spavento alla vista del grande felino. L’uomo era così impazzito e solo pronunciando determinate parole si poté calmarlo: parole che vengono ripetute durante lo spettacolo.

Di solito questo evento viene organizzato nei quartieri e si assiste pagando il relativo biglietto. Il Gainde a volte passa tra gli spettatori per controllare chi ha il ticket e colui che viene colto senza viene portato in centro e “umiliato” senza fargli però del male. All’improvviso potete assistere alla fuga del leone e partirà un inseguimento esilarante lungo le vie. Ho avuto modo diversi anni fa di godere di questo spettacolo: chi interpretava il Gainde di quell’epoca si chiamava come me, Sadio. All’inizio ero intimorita perché mi aspettavo che il Gainde ti potesse aggredire ma presto venivo pervasa dall’entusiasmo dello spettacolo.

LA NATURA

Il Senegal ha da sempre dato importanza alla protezione dell’ambiente. Infatti nel 1987 è stato il primo paese africano firmatario della Convenzione di Berna per la protezione della vita selvatica e dell’ambiente in Europa. Certo penserete cosa lega il Senegal all’Europa, ma questo paese ospita nel parco di Djoudji una folta colonia di uccelli migratori provenienti appunto dall’ Europa.

In generale i parchi e le riserve naturalistiche sono ben gestite e protette, le aree sono sottoposte a costante controllo che le rendono uno dei luoghi più sorvegliati al mondo. Tre dei parchi sono patrimonio dell’Unesco: Parco Djoudj, Parco Niokolo- Koba, Parco Nazionale Delta del Saloum.

Vi cito la maggior parte dei parchi e delle riserve che potrete includere nelle vostre tappe: Langue de Barbarie (Saint Louis); Riserva di Guembeul (Saint Louis), Basse-Casamance ( Ziguinchor), Parco della Madeleine (Dakar), Parco di Sine Saloum (Fatick), Riserve de Kalissaye (Ziguinchor), Reserva di Mbour (Thies), Riserva di Bandia (Thies), Riserva di Fathala (Fatick), la Riserva di Dindefello con le omonime cascate (Kedougou), la riserva di Popenguine(Thies).

Parco di Djoudj

Patrimonio dell’Unesco. Il parco dista 60 km da Saint Louis ed è situato sul fiume Senegal, confine naturale con la Mauritania. Il Parco è una riserva di uccelli migratori molti provenienti dall’Europa come le anatre. Tra le sue acque salmastre e dolci di fiumi, laghi, paludi vi trovano rifugio fenicotteri, falchi pescatori, oche arabo etc.

Sono presenti quasi 400 specie di uccelli ed è il 3° santuario al mondo per gli uccelli. In questo habitat gli uccelli convivono con altre specie come le scimmie rosse, i facoceri, i coccodrilli.

E’ aperto alla visita da novembre a giugno.

Parco di Langue de Barbarie

Langue de Barbarie è una striscia di 30 km che si estende da nord a sud di Saint Louis e distante 20 km circa dalla stessa città.

La riserva invece è di 15 km per lunghezza qualche centinaio di metri per larghezza tra l’oceano atlantico e il fiume Senegal. Uno dei 6 parchi nazionali del Paese. Nel periodo da aprile ad ottobre ospita migliaia di uccelli migratori che vi vengono per la nidificazione. Nel lembo che guarda l’oceano atlantico la spiaggia ospita le tartarughe marine.

Riserva di Bandia

La riserva è gestita da un privato. Il parco offre la possibilità di vedere alcuni animali della savana come rinoceronti e giraffe nel loro ambiente naturale. Non sarà grande come il Serengeti tanzaniano ma possiamo concederci un piccolo safari a pochi passi dalla città di Dakar.

Delta Saloum

Più di 200 isole tra mangrovie, palme e alberi di baobab, incontro armonioso di acqua dolce e salmastra. Potete godere in barca la ricchezza naturalistica di questo pezzo del Senegal dove perdervi tra i villaggi di pescatori.

Niokolo-Koba

Il parco si estende 913 mila ettari ove scorrono i fiumi Gambia, Sereko, Niokolo e Koulountoun. In questo parco vi sono diversi ecosistemi e diversi paesaggi come la pianura arida, foreste galleria, foreste secche e radure. Vivono e convivono allo stato brado leopardi, ippopotami, pappagalli, Derby Eland (antilope più grande), leoni, ippopotami, leopardi oltre ad una grande varietà di uccelli come il pappagallo senegalese e il martin pescatore. Occasione per replicare l’esperienza di Bandia in un luogo straordinario.

LUOGHI di FEDE

L’islam si diffuse nelle classi sociali più importanti in quanto queste avevano contatto con i musulmani attraverso i canali commerciale e diplomatico. Attraverso invece i Serigne (marabout) Faak Taal (maestri religiosi) che l’Islam si diffuse nelle classi sociali non nobili. L’ Islam veniva usato dai Domi Sokhna (aristocrazia religiosa) come pretesto per combattere i re ed era anche strumento di rifugio contro lo schiavismo, le guerre dinastiche e le razzie. Era così forte la religione musulmana che i re cercavano la collaborazione dei serigne più influenti. Non tutti i marabout erano d’accordo e quindi non li appoggiarono incondizionatamente. La religione musulmana è l’unica forza che è sopravvissuta in Senegal a fronte di quella dei re e dei colonizzatori.

I colonizzatori francesi che arrivarono in Senegal e trovandovi i re e i serigne cercarono con la violenza di sottometterli al loro potere. Chiunque cercava di opporsi veniva ucciso. Emblematico l’episodio di Cheikh Omar Foutiyou Tall che scomparve nella falesia di Bandiagara rincorso dai francesi. Non trovandolo hanno ucciso per vendetta 500 poular.

In Senegal sono presenti diversi confraternite con molti fedeli. Il più numeroso è quello dei Mouride.

Touba

In quel contesto arrivò Cheikh Ahmadou Bamba. Guida per la religione musulmana ma grazie a lui il popolo senegalese conquistò la libertà religiosa che il colonizzatore francese voleva impedire. Per questo ogni mourid dice “Dieredieuf serigne Touba”.

Cheikh Ahmadou Bamba MBacké o Serigne Touba, è nato nel 1853 à MBacké Baol, villaggio fondato dal suo bisnonno paterno Muhammad Al Khayr. La sua era una famiglia molto umile e saggia. Sua madre Mariama Bousso, soprannominata Djaratoulla era una donna di principi e  suo padre, Muhammad ibn Habiballah soprannominato Mame Mor Anta Sali, era un grande imam molto rispettato da tutti i musulmani e dai re.

 

Dopo la morte di suo padre, Cheikh Ahmadou Bamba iniziò il suo percorso di sufismo che lo portò a fondare il Mouridismo (via dell’imitazione del profeta).
Cheikh Ahmadou Bamba di piccola statura, si vestiva e mangiava in modo molto semplice, passava tutto il suo tempo tra preghiere e lettura del corano. Insegnava ai suoi discepoli all’aperto sulla sabbia. La sua produzione letteraria è stata incommensurabile, scrisse dei panegirici detti  khassida dedicati a Dio e al profeta Muhammad (sws) che tutt’oggi vengono letti e recitati dai mouride.

Nell’anno in cui lo Cheikh fonda Touba, il 1888,  l’amministratore Leclerc inviò un rapporto al direttore agli affari politici sulle “pretese azioni di Cheikh Ahmadou Bamba” esprimendo tutta la sua preoccupazione per la crescita vertiginosa della sua immagine positiva. In questi anni scrutavano la vita del Serigne per vedere se bramava potere e ribellione ma notarono solamente che predicava pace.

Nel 1895  Cheikh Ahmadou Bamba lascia Touba  per fondare il villaggio di Mbacké Bary ed accettare così la sua missione che l’avrebbe portato a superare varie ostacoli. Nello stesso anno Cheikh Ahmadou Bamba lascia Mbacké Bary e incontra a Djéwol un plotone di 120 soldati inviati per il suo arresto e rimase ai domiciliari a Ndar (Saint Louis).

Convocato al palazzo del governatore dove venne deciso di portarlo in esilio. Direzione Gabon. Ritornò dopo 7 anni, nel 1902 e aumentarono le persone che credono in lui. Il colonizzatore è intimorito di questa escalation e di fronte al rifiuto di Cheikh Ahmadou Bamba di presentarsi davanti al Governatore di Saint-Louis in seguito ad una sua convocazione inviò diversi soldati a Mbacké. Venne nuovamente esiliato in Mauritania a Saout El Mah e ritorna in Senegal nel 1907 in residenza obbligatoria a Thièyenne. Nel 1911 si stabilì a Diourbel (Ndiarem) dove vi rimase fino alla morte avvenuta nel 1927. Nel periodo in cui visse a Diourbel (Ndiarem) fece iniziare i lavori per la costruzione della moschea di Touba.

In ricordo dell’accettazione della missione in cui ha affrontato le durissime prove, Cheikh Ahmadou Bamba istituì il Magal. Nel tempo Touba è diventato il secondo luogo di pellegrinaggio dei musulmani dopo la Mecca. Benché sia meta di pellegrinaggio non vi sono strutture alberghiere per volontà del suo fondatore. Infatti tutti si fanno ospitare dagli abitanti o dalle case dei serigne. Sia il viaggiatore che lo stesso cittadino senegalese è tenuto a tenere un comportamento ed abbigliamento consono alla sacralità dei luoghi.

CUCINA

Quando penso al Senegal ho in mente il cibo innanzitutto. Mi piacciono tutte le varietà con cui viene preparato l’alimento immancabile di ogni ricetta: il cieb, il riso. Così come in Italia abbiamo la pasta con le sue innumerevoli versioni da regione a regione. Vi cito alcuni piatti che vi capiterà di trovare nel vostro soggiorno nella terra della Teranga. Descrivere ogni piatto diventa una piccola “prova del cuoco”, ma vi sintetizzo che il riso è accompagnato solitamente dalle verdure (patate, zucca, melanzane, carote, cipolla, gombo) e dalla carne o pesce. Così nascono gli appetitosi ciebou jenn (riso con il pesce), ciebou yapp (riso con carne), yassa (con carne o pesce), maffe (pasta di arachidi), soupu kandia (con olio di palma rosso non trattato chimicamente).

I piatti senegalesi sono abbondanti in quanto solitamente si cucina come minimo per 5 persone ma anche perché non si sa mai quando arriva un ospite. Infatti non è abitudine avvisare che si arriva come siamo abituati a fare in Italia!

Per chi è alla prima volta con la cucina senegalese suggerirei di mangiare ciebou jenn, yassa, ciebou yapp, firir(grigliata di pesce accompagnata da insalata e salsa di cipolle). Chiedete un uso moderato del piccante in quanto nella cucina senegalese il piccante è ovunque.

Bevande

Essendo un paese musulmano, le bevande alcoliche le troverete nei luoghi di villeggiatura, negli hotel e nel sud del Paese che è a maggioranza cristiana.

Nelle vostro tappe gastronomiche i vostri piatti saranno accompagnati da deliziosi succhi di frutta come il bissap (foglie di karkade), il succo di bouye (frutto albero di baobab), il succo di mango, papaya, guyave, il ginger. Assaggiate il mango e la papaya e vi accorgerete che hanno un profumo e una dolcezza che mai ritroverete se acquistate gli stessi frutti nei mercati europei. Allargate gli orizzonti e provate nuovi frutti come il mad, frutta con semi giallo-arancioni che può essere gustato anche salato.

MOBILITA’

Il Senegal è servito dal nuovo aeroporto internazionale Blaise Diagne di Dakar che a dispetto del nome dista un ora dalla capitale quindi meno comoda del vecchio aeroporto Leopold Sedar Sengor.

La mobilità interna è fornita dai taxi, bus chiamati car rapid, dai bus delle linee urbane, autobus 7 posti e i calandoo (versione originale dei bla bla car). Quest’ultimi benché convenienti ve li sconsiglio in quanto non hanno le licenze necessarie. Con qualunque mezzo vi spostiate affinate l’arte del contrattare il prezzo. La percorribilità delle strade non è sempre molto comoda e distanze che sembrano brevi in chilometri possono diventare viaggi di lunghe ore. Le linee ferroviarie si stanno potenziando grazie ai nuovi collegamenti con l’aeroporto Blaise Diagne di Thies. Ma per il momento il mezzo migliore per esplorare il Senegal rimane ancora quello sulle 4 o 8 ruote!

CONCLUSIONI

Spero di avervi dato una panoramica del Senegal che vi aiuti a incominciare ad apprezzarla. Nell’illustrarvi il mio Paese non mi sono addentrata volutamente nel descrivere le regioni orientali e la zona meridionale del Casamance. Vorrei assaporarle personalmente prima di descriverne i meravigliosi paesaggi e l’ospitalità dei suoi cittadini. Nel raccontarvi il Senegal mi è venuta nostalgia e tentazione di partire subito!

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