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Il periodo natalizio è uno di quei momenti dell’anno che amo di più. Non perché rivedo i parenti e per i lunghi pranzi in famiglia. Fermi tutti! Non odio stare con i parenti ma quelli che ho vicino sono solo la mia famiglia e li vedo tutti i 365 giorni dell’anno.

La mia tradizione natalizia

Per me il Natale, in quanto cresciuta con un altro credo, non ha lo stesso significato religioso dei cristiani e quindi non gli attribuisco la stessa importanza. Ma mia madre ci ha abituati ad una tradizione della famiglia della nonna che è festeggiare con un cenone la sera del 24 dicembre. Il menù è a base di carne di agnello, insalata marinata con spezie e salsa di cipolla con olive, cipolline e un po’ di peperoncino. A dire il vero si è italianizzato nel tempo aggiungendovi come contorno le lenticchie. Frutta e dolci a volontà come dessert!

Che cosa amo del Natale

Non sono una consumista ma del Natale ho sempre amato la frenesia e la corsa spasmodica nel fare regali. 

E’ vero che da una parte rimango un po’ sconcertata nella ricerca di ciascuno di accontentare i parenti pure quelli che non si vorrebbero vedere.

Dall’altra però mi fa piacere che una volta l’anno le persone facciano un atto di generosità. Così vedo i regali. Perché nella religione e nell’educazione che ho ricevuto è previsto donare sempre qualcosa solitamente ai bisognosi ma prima di tutto ai parenti ed è per questo che considero importante il gesto.

Qualcuno direbbe che è solo ipocrisia, io invece apprezzo lo sforzo che le persone si fanno. Si ricordano i legami importanti ma anche quelli meno importanti ma necessari, quelli di famiglia.

Aneddoti natalizi

Chi non vede l’ ora di vedere il cugino, la zia, ecc nessuno risponderete! Ma per chi mi ha riferito dei suoi pranzi o cene di famiglia sembrano dei racconti avventurosi, perché qualcuna lo è stato veramente, ed escono ritratti appassionati di persone tra vecchi rancori e nuovi propositi.

Ridere di gusto alle disavventure del cugino incorreggibile. Vedere la gioia dei più piccoli nell’attesa del regalo e la golosità con cui si affogano con i dolci. Ognuno mette in scena la parte migliore di sé per mostrare di aver raggiunto soddisfazioni da sbattere al parente invidioso che ha sempre cercato di scoraggiare ogni passo della propria vita.

Ma alla fine poi ci si rende conto che la nostra vita non si è tanto migliorata dal Natale precedente e che alla fine desideriamo solo passare del tempo con qualcuno che ci voglia bene senza giudicarci ma che apprezzi la nostra presenza più del regalo che si è portato in dono.

Il Natale in Senegal

Alcune famiglie oggi in Senegal festeggiano il Natale quasi come in Italia preparando l’albero con le luci e quest’anno a Saint Louis, altra città importante di questo Paese, non è raro trovare decorazioni e luminarie nelle vie centrali. Le trasmissioni TV più popolari sotto il periodo natalizio hanno lo stesso sfondo luccicoso dei salotti pomeridiani delle televisioni italiane. Il 25 dicembre la televisione di stato trasmette quasi per l’intera giornata le messe celebrate nelle varie chiese della comunità cristiana. E’ tipico del Senegal in quanto è un Paese da sempre aperto ad ogni credo e cultura e ha la virtù di farle diventare parte della propria identità.

Il bello del Natale

Per me il Natale è bello per tutto questo: perché è il momento in cui ci preoccupiamo degli altri. Per le luci e il calore dei mercatini anche se fuori ci sono 2 gradi. Perché si può mangiare a volontà senza vergognarsi, tanto le diete partono dal 7 gennaio. Per i film e i cartoni che fanno tornare bambini ed essere spensierati dimenticando per un po’ dei problemi quotidiani.

E voi che significato date a questa festività? Voi che non lo festeggiate che cosa apprezzate di questo periodo? Ricordatevi di iscrivervi alla nostra newsletter.

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