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Italia

L’amore non è bello se non è litigarello!!!

Come per il mio paese natio, provo un odio ed amore per l’Italia. Nonostante io sia uno dei suoi figli, si rifiuta di riconoscermi. Mi maltratta. Mi mette continuamente sotto pressione e alla prova. Mi chiede delle dimostrazioni esponendomi continuamente a dei rischi. Mi rinnega costantemente mettendomi in imbarazzo ed in una posizione scomoda.

Mi ripete che non sono cittadina abbastanza, nonostante provi a dimostrare il contrario ogni giorno della mia vita. Mi strumentalizza e mi cestina quando le fa comodo. Non mi tutela, non mi difende e non mi rappresenta nei luoghi che contano. Per lei sono solo un oggetto statico, immutato con una storia unica. Non le interessa sapere che cosa ho da dire e quali sono le mie competenze perché suppone di saperlo già.

Lei non mi conosce ma parla sempre per mio conto. Non sa o fa finta di non sapere che sono una grande ricchezza. Malgrado tutto ciò, io l’amo. C’è un proverbio nigeriano che dice: “A hen does not break its egg”. La traduzione letterale è “Una gallina non rompe le sue uova” il ché sta a significare per quanto una madre possa trattare male i propri figli non arriverà mai a recargli del danno poiché i figli hanno un immenso valore nel contesto culturale. L’Italia si ostina purtroppo a bistrattarmi come la matrigna di cenerentola. E io continuo insistentemente a farle vedere quanto valgo, aspettando che un giorno si ravveda.

La bellezza dell’Italia

Dal nord al sud l’Italia è meravigliosa. Per un viaggiatore è un paradiso terrestre perché possiede tutto (mare, montagna, laghi, isole). La bellezza della natura che la circonda è incantevole.
A livello culturale ha un patrimonio inestimabile. E’ ricca di storia, di monumenti, di opere d’arte eredità del suo passato glorioso. Questo punto viene spesso sottovalutato da chi ci vive.

Cosa fare e vedere in Italia

Sia per chi viene da fuori che per chi ci vive raccomando di concedersi del tempo e di scegliere una o massimo due regioni, possibilmente vicine da visitare. Conosco molta gente che ha visitato Milano, Venezia, Firenze e Roma in soli cinque giorni. Non dico che non sia fattibile ma secondo me si perdono le vere chicche che questo paese ha da offrire, diventando appunto dei turisti. Si possono visitare anche le città più famose come quelle sopracitate ma per avere un quadro completo, laddove esiste la possibilità, consiglierei di visitare almeno due o tre città nella stessa regione. L’Italia, ha molto da offrire, conta venti regioni ed ogni Regione ha la sua peculiarità da scoprire, apprezzare e valorizzare. Altrimenti il rischio è sempre quello di cadere nei luoghi comuni, nelle generalizzazioni e nei pregiudizi.

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Differenza tra turista e viaggiatore

C’è davvero l’imbarazzo della scelta, dipende da che tipo di esperienza si vuole trarre da un viaggio in Italia. Consiglio sempre di uscire dall’ottica del turista ed indossare le lenti del viaggiatore curioso per entrare davvero in contatto con la realtà dei luoghi.

Il grande giornalista Tiziano Terzani spiega molto bene la differenza tra viaggiatore e turista. Di seguito il suo pensiero tratto da un’intervista apparsa su Vita-non profit magazine nel marzo del 2002 firmato da Emanuela Citterio:

Terzani, Cosa significa per lei viaggiare?
Significa calarsi il più possibile nella realtà che si incontra. Lasciarsi guidare dalla curiosità. E seguire un filo. Quando viaggio mi lascio guidare dal caso, dagli incontri fortuiti e dall’imprevisto. Come mi è successo a novembre in Afghanistan, quando ho incontrato in un bazar di Peshawar un capo dei talebani. Sempre in Afghanistan mi sono fatto guidare da due studenti delle scuole coraniche. Mi hanno aiutato a vedere il mondo con i loro occhi, altrimenti avrei viaggiato utilizzando solo i miei occhi e i miei pregiudizi, andando solo dove le mie scelte mi portavano.

Che differenza c’è tra il turista e il viaggiatore?
Il turismo consuma tutto. L’industria turistica è orribile non solo per fenomeni come la pedofilia e il mercato del sesso, ma perché ha creato una mentalità da prostituzione. Si vende tutto di un luogo e delle persone che lo abitano pur di fare soldi. Come è accaduto della mia città, Firenze, trasformata in un’enorme bottega. Il turista scende da un aereo con l’aria condizionata e viene prelevato da un autobus con l’aria condizionata. Negli alberghi trova la cucina internazionale che è uguale dappertutto e si lava con un sapone che è lo stesso a Roma e a Timbuktu. Da noi viene caricato su una barchetta al largo di Benares, fa quattro foto e torna dicendo di aver visto l’India.

E il viaggiatore?
Per tornare viaggiatori bisognerebbe ritornare a essere come gli unici veri viaggiatori: i pellegrini. Solo così è possibile salvare il turismo e le sue destinazioni. In Cina, secoli e secoli fa il primo turista è stato uno che ha lasciato la sua casa per cercare in India le scritture sacre, i testi vedici, che poi ha tradotto dal sanscrito al cinese e sono ancora oggi conservati in due pagode nel sud del Paese. Il pellegrino è uno che ha rispetto, che venera il posto in cui va.

Un paio di consigli per tornare a essere viaggiatori…
Bisogna darsi tempo. Chi pensa di fare tutto in tre giorni, visitando ogni ora qualcosa, ha finito di vivere il viaggio, non può mai lasciarsi andare. Si dovrebbe poi viaggiare alla ricerca di qualcosa. Ci può essere chi è mosso dal desiderio di conoscere un posto dove si coltiva la barbabietola in modo diverso. è già qualcosa, è una ragione per viaggiare. Bisogna prepararsi alla scoperta, leggere qualcosa di bello, ritrovare la poesia del viaggio.

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